La luce di giugno in Sicilia non ha fretta. Alle sei del mattino sull’Etna il sole picchia già secco sulle pietre nere, nell’entroterra la terra si sbriciola tra le dita e il vento ha l’odore della macchia. È il giorno in cui la Giornata Mondiale della Lotta alla Desertificazione ci chiede di ripensare il nostro modo di stare all’aria aperta, non solo come turismo ma come gesto concreto verso i suoli che ci nutrono. Io ho scelto di farlo a passo lento, legando paesaggi reali a piccole attenzioni, dal riempire la borraccia alle fontane di paese al preferire sentieri segnati e soste leggere nelle aree picnic. Il tema di quest’anno mette al centro il ripristino delle terre degradate, la gestione sostenibile e i benefici sociali di comunità più resilienti, esattamente il lessico che la Sicilia, isola montuosa e collinare, conosce bene.
Perché parlarne camminando, qui e ora
Le parole desertificazione, degrado del suolo e siccità possono sembrare astratte finché non ti ritrovi su un versante brullo dell’Etna o tra i rilievi siccitosi degli Erei. Lì capisci che un terreno che perde struttura perde anche memoria, produttività, resilienza. La Giornata, promossa a livello globale dalla UNCCD, ricorda che ripristinare suoli e gestire bene l’acqua non è un dettaglio da addetti ai lavori, è un investimento economico e sociale. In pratica, vuol dire prendersi cura delle scarpate, dei muretti a secco, dei terrazzamenti, delle fasce riparie dei fiumi come il Simeto o l’Alcantara. Vuol dire turismo che non erode ma ricuce, con scelte semplici e ripetibili.
Un itinerario di una giornata, dal cratere al fiume
Disegno un anello ideale che, in estate, sta dentro le dodici ore di luce. Si parte presto dai pendii dell’Etna, si scivola verso le forre laviche dell’Alcantara, si sale di nuovo sulle dorsali dei Nebrodi o delle Madonie, si chiude la giornata sospesi tra mare e vulcani, con le Eolie all’orizzonte. L’itinerario è un pretesto utile per osservare come suolo, acqua e vegetazione cambiano di pochi chilometri in pochi chilometri, e quanto delicato sia l’equilibrio che ci regala agricoltura, paesaggio e cammini.
1. Etna, alba sul versante sud
Arrivo all’alba sul versante meridionale dell’Etna. La pietra vesuviana restituisce calore anche a giugno, i licheni fanno da cartina di tornasole, dove attecchiscono il suolo sta riprendendo. Le piste sterrate mostrano scorrimenti delle acque di pioggia e piccoli solchi, segni di un suolo vulnerabile alla siccità estiva e agli scrosci autunnali. Qui la fruizione lenta serve a non calpestare i tratti in rigenerazione, e a ricordare che le aree vulcaniche hanno tempi di ripristino lunghi. Per approfondire la dimensione geologica e il riconoscimento UNESCO dell’Etna, la scheda è sul sito del Patrimonio Mondiale.
2. Le rive dell’Alcantara, acqua contro l’erosione
A metà mattina mi sposto nel tratto attrezzato del Parco Fluviale dell’Alcantara. Le gole scolpite nel basalto raccontano una Sicilia d’acqua, non solo di arsura. Camminare lungo gli argini vegetati, dove la corrente rallenta, fa capire la funzione delle fasce riparie nel contenimento dell’erosione. Qui il tema della giornata prende forma semplice, ripristinare le sponde è proteggere la valle agricola a valle. Per una sosta ordinata esiste un’area picnic dedicata lungo il sentiero Le Rive, con tavoli e spazi per famiglie, la trovate qui: Parco Fluviale dell’Alcantara, area picnic.
3. Nebrodi o Madonie, il pomeriggio dell’altura
Nel primo pomeriggio, con il caldo che morde le pianure come la Piana di Catania, risalgo sulle dorsali dei Nebrodi o delle Madonie. Queste catene, con altipiani e faggete relitte, sono archivi viventi di come l’acqua resta in montagna se il suolo è integro. Lo si vede nei pascoli umidi, nei piccoli impluvi, nei boschi che coprono le scarpate. Camminare qui insegna più di mille grafici, il suolo in salute distribuisce l’acqua, riduce il rischio di colate di fango a valle e tiene in piedi l’economia rurale. Per orientarsi nella cornice normativa nazionale su suolo e adattamento climatico, una prima porta d’ingresso è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mentre dati e analisi sono disponibili su ISPRA.
4. Verso i Peloritani, boschi e crinali ventilati
Proseguo a est, dove i Peloritani offrono crinali ventilati con viste sullo Stretto. Il pomeriggio si presta a percorsi ombreggiati e a soste leggere. In quota capisci quanto anche un sentiero ben drenato e mantenuto eviti solchi e dilavamenti che aprono la strada al degrado del suolo. Se viaggiate con bambini, a Messina c’è un’area attrezzata che unisce fruizione e didattica in sicurezza, con servizi e tavoli: Parco Avventura dei Peloritani, area picnic.
5. Tramonto sulle Eolie, prospettiva dal mare
Chiudo la giornata guardando le Eolie dal promontorio di Vulcano. Da qui la lettura del paesaggio cambia, vedi i coni, i canaloni, le fiumare che in estate si presentano asciutte e in inverno possono gonfiarsi all’improvviso. Il mare è specchio, ti ricorda che l’isola è un sistema e che la gestione sostenibile a monte protegge le coste. Per la sosta all’aperto, sopra l’abitato c’è un punto ordinato e ventilato con tavoli, vista e barbecue regolamentato: Capo Grillo, area picnic Isola di Vulcano.
Cibo giusto, acqua locale, rifiuti a zero
La Giornata Mondiale della Lotta alla Desertificazione parla anche di economia e comunità. In Sicilia significa scegliere prodotti che vengono da filiere attente al suolo, come il pane nero di Castelvetrano, la pasta alla Norma fatta con pomodori maturati al sole e ricotta salata, i pistacchi di Bronte DOP dosati con rispetto. Per la giornata porto in zaino arancini avvolti nella carta, frutta di stagione, una piccola caponata preparata la sera prima, due borracce da riempire alle fontane pubbliche di paese. È un modo semplice per ridurre imballaggi, sostenere le botteghe locali e lasciare i luoghi come li abbiamo trovati.
Tre idee concrete per legare outdoor e ripristino del suolo
- Restare sui sentieri segnati, perché il calpestio casuale apre varchi all’erosione che l’acqua allarga alla prima pioggia.
- Preferire aree picnic attrezzate e autorizzate, dove il carico di persone si concentra su superfici preparate riducendo l’impatto sul suolo vivo.
- Sostenere chi cura muretti a secco, terrazzamenti e siepi, fanno da spugna e tengono insieme la collina, a beneficio di escursionisti e agricoltori.
Piccoli grandi luoghi che insegnano resilienza
Alcuni angoli di Sicilia sono maestri silenziosi. Le fiumare del Palermitano e del Trapanese, asciutte in estate e impetuose d’inverno, mostrano quanto contino le aree di esondazione naturale. La Conca d’Oro attorno a Palermo, oggi città e agrumi, è un promemoria su come una pianura viva dipenda dai versanti intatti. E poi i laghi artificiali dell’entroterra, da Pozzillo a Ogliastro, invasi che esistono grazie a bacini collinari che non si sfaldano. Ogni passeggiata qui è una lezione di idrologia applicata senza lavagna.
Tre aree picnic da non perdere
Se l’idea è vivere la Giornata con una sosta all’aperto sobria e ben pensata, questi tre punti sono utili e coerenti con una fruizione che non pesa sul suolo:
- Capo Grillo area picnic Isola Vulcano, tavoli e vista sul mare, con zona barbecue regolamentata e contesto ventilato che aiuta a gestire il caldo estivo.
- Parco Avventura dei Peloritani area picnic, servizi, ombra e percorsi adatti a famiglie, un buon compromesso tra gioco e attenzione al suolo.
- Parco Fluviale dell’Alcantara area picnic, lungo un sentiero che racconta la forza dell’acqua e il ruolo delle sponde vegetate.
Strumenti e mappe per orientarsi
Per pianificare con criterio, oltre alle carte escursionistiche locali e ai centri visita dei parchi, conviene incrociare gli aggiornamenti delle politiche suolo e clima del Mase con i dossier tecnici di ISPRA, e restare agganciati alla cornice internazionale della UNCCD. Per informazioni turistiche e logistiche generali sulla regione, la porta d’ingresso istituzionale è il sito ufficiale della Regione Siciliana e il portale di promozione Visit Sicily, utile a comporre trasferimenti e stagionalità.
Un rientro che lascia traccia buona
Rientro quando l’aria si fa di nuovo respirabile e i profili dei monti si chiudono nel blu. La Giornata Mondiale della Lotta alla Desertificazione non finisce al tramonto, è un promemoria tascabile per ogni gita futura. In Sicilia lo capisci presto, perché i panorami che amiamo dipendono da argini vivi, suoli coperti, acqua trattenuta in montagna. Camminare, sostare con criterio, scegliere cibo e acqua locale è già un piccolo ripristino quotidiano. Per trovare altre aree attrezzate e scegliere soste leggere, qui c’è la mappa regionale aggiornata: aree picnic in Sicilia.





