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Primavera in Piemonte, seguire le tracce dei tassi nei boschi

Paesaggio per picnic in Piemonte - Avvistamenti tassi

Aprile è il mese in cui il verde si accende, le gemme aprono e il bosco profuma di terra umida, muschio e primi fiori. Camminando presto, prima che il sole scaldi i pendii, si possono notare segni discreti di una presenza che vive a cavallo tra il giorno e la notte, il tasso. Non parlo di cronache naturalistiche fredde, ma di piccoli elementi concreti che ho visto con i miei occhi tra canali di valle e terrazzamenti vitati: buche rivestite di foglie, mucchietti di corteccia e impronte smussate sulla fanghiglia. È possibile costruire una gita lenta, adatta alla famiglia o a chi ama fermarsi a osservare, che combini paesaggio, sapori e la prudente ricerca di questi animali elusivi.

Mattina, partenza dalle colline: Langhe e Roero

Parto con la luce bassa, tra filari ancora spogli e i primi prati verdi. Le Langhe e il Roero sono luoghi che conoscono bene la presenza umana, ma tra i terrazzamenti viticoli e gli appezzamenti inerbiti si celano margini di bosco dove i tassi trovano riparo. Qui, vicino ai boschetti di roverella e castagno, è comune trovare tane riadattate in anfratti morenici o vicine a muretti a secco. Camminando lentamente, senza fare rumore, osservate i margini dei sentieri: gli accumuli di foglie e la terra smossa indicano attività recente.

Per un pranzo raccolto, il Picnic Gourmet con Cappuccetto Verde offre un punto di sosta su collina accessibile e adatto alle famiglie, con parcheggio e accesso ai passeggini, perfetto per chi vuole ridurre il carico e concentrarsi sull’osservazione. Scheda Picnic Gourmet con Cappuccetto Verde

Pomeriggio, valli e ruscelli: dove i tassi preferiscono bagnarsi

Nel pomeriggio spostatevi verso le valli prealpine, ad esempio il Canavese o la Val di Susa, dove i boschi di faggio e i torrenti offrono corridoi naturali. I tassi bevono e puliscono le loro tane vicino a ruscelli poco profondi, perciò i lembi umidi del sottobosco e le piste fangose accanto ai corsi d’acqua sono i posti da controllare. Ricordate, però, che è una fauna capace di evitare l’uomo, quindi la sola presenza non garantisce avvistamenti ravvicinati, ma sarà facile raccogliere segnali: ciuffi di pelo impigliati, tracce tondeggianti e odore di muschio smosso.

Per chi vuole combinare la passeggiata con un punto di riferimento storico e spirituale, l’area picnic del Santuario Santa Cristina a Verzuolo è un luogo comodo, con tavoli, fontanile e zona barbecue, utile anche per famiglie e passeggini. Scheda Verzuolo area picnic Santuario Santa Cristina

Alta quota e sculture di pietra: ascoltare il bosco alle pendici del Monte Rosa

Se la vostra giornata si allunga fino alle valli ossolane, il bosco intorno alle morene del Monte Rosa e le rive dei piccoli laghi d’alta quota sono ambienti dove il contrasto tra pietra e vegetazione favorisce tane riparate. A Macugnaga, il Lago delle Fate è un piccolo ecosistema montano dove la fauna è spesso più visibile nelle ore crepuscolari. Qui il pranzo al sacco dopo una camminata breve si gusta bene, con la montagna alle spalle e l’acqua davanti. Scheda Lago delle Fate Macugnaga Area Picnic Monte Rosa

Luoghi da segnare sulla mappa

Nota sulla sicurezza e sull’etica dell’osservazione

I tassi sono animali notturni e riservati. L’osservazione responsabile significa non avvicinarsi alle tane, non illuminare con fari potenti e non nutrire la fauna selvatica. Se trovate una tana, segnate mentalmente la posizione e osservate da lontano, privilegiando il silenzio. Evitate di disturbare durante il periodo riproduttivo primaverile, quando femmine e piccoli possono essere particolarmente vulnerabili.

Tre aree picnic piemontesi da non perdere

Se la vostra gita è pensata per tutta la giornata, e volete punti di appoggio concreti, tre aree visite che ho testato personalmente o che sono ottimi riferimenti sul territorio:

Ingredienti per un picnic sul campo

In valigia porto sempre una coperta resistente, contenitori ermetici, un thermos con brodo o tè caldo per le giornate ancora fresche di aprile, e una scatola con nocciole IGP e qualche gianduiotto per energia. Non dimenticate un sacchetto per riportare a valle i rifiuti, guanti per ispezionare con cautela, e una mappa cartacea del sentiero, perché il telefono non prende sempre nelle valli strette.

Un crepuscolo di rientro, con occhi attenti

Il momento migliore per sperare in qualche avvistamento è il passaggio dal pomeriggio al crepuscolo. Ho visto tassi aggirarsi lungo i margini dei sentieri, silhouette tozze che si muovono con passo deciso, le caratteristiche strisce sul muso appena visibili nella penombra. Se non trovate l’animale, avrete comunque colto il paesaggio del Piemonte in aprile: campi umidi, vigneti che cominciano a schiudersi, e il profumo dei prati da sfalcio.

Prima di chiudere la giornata, segnate sul vostro taccuino ciò che avete osservato, e magari pianificate il ritorno in autunno o in inverno, stagioni diverse che mostrano aspetti nuovi del territorio e della fauna. Per altre aree picnic e mappe in Piemonte, potete consultare la lista aggiornata qui Aree picnic Piemonte. Camminare piano è il modo migliore per ascoltare il bosco, e il tasso è maestro nella discrezione.

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