La prima bruma di settembre in Piemonte ha un odore preciso, tostato e gentile, quello delle nocciole che asciugano nelle cascine tra Langhe e Monferrato. È un profumo che non resta solo nell’aria, si attacca ai vestiti e guida il passo lungo i filari dove la vendemmia inizia a muovere i trattori. Se c’è un momento per un picnic d’autunno, è questo, con il clima mite e il foliage ancora timido che punteggia i crinali.
Una mattina tra noccioleti e vigne collinari
Io comincio presto, quando la luce radente evidenzia i terrazzamenti viticoli e le colline rotonde del Roero. La campagna è viva ma non frenetica, le risaie della pianura vercellese sono lontane, qui dominano i noccioleti e le vigne. Tra le strade bianche si cammina bene, anche con passeggini, e si riconoscono i piccoli segni di stagione, i ricci aperti sotto le piante, le cassette di plastica pronte vicino ai filari. Portate uno zaino leggero, borraccia e una tovaglia, in collina il vento cambia in fretta.
Le colline di Langhe, Roero e Monferrato, oggi patrimonio agricolo riconoscibile in ogni curva, si prestano a un’andatura lenta. Settembre qui significa vendemmia, sagre del vino nei borghi e merende rustiche con agnolotti ripassati nel sugo. Ma sono le nocciole a fare da filo conduttore: nocciole IGP che ritornano nelle torte morbide, nei gianduiotti, nelle creme spalmabili che sanno di stufa accesa e di cucine di campagna.
Per orientarsi tra colline e vallette conviene affidarsi a strade provinciali secondarie e fermarsi dove la vista si apre sui crinali. L’ente turistico di area offre spunti aggiornati su percorsi e iniziative stagionali, utile soprattutto se vi muovete con bambini o cercate attività brevi ma piene di sostanza. Qui una prima bussola pratica: Langhe Monferrato Roero raccoglie informazioni su cammini, eventi e punti di interesse distribuiti tra le tre zone collinari.
Pranzo all’aperto, con nocciole in primo piano
Il mio cestino di inizio autunno è essenziale e piemontese: pane croccante, formaggi di alpeggio scesi dai pascoli delle Alpi Cozie, un vasetto di crema di nocciole, un grappolo d’uva. Se vi piace cucinare, la bagna cauda non è da picnic, ma una frittata alle erbe si, con nocciole tritate a dare croccantezza. E poi un dolce semplice, la torta di nocciole senza farina, che regge bene il viaggio e si accoppia volentieri al caffè del termos.
In collina le aree attrezzate sono meno fitte che sui laghi, quindi valuto spesso un prato ombreggiato vicino a una cappella di crinale o a un belvedere. Se preferite tavoli e panche, poco più a sud, nelle valli cuneesi, ci sono spazi montani ordinati, con fontane e barbecue. E se sognate un pranzo accanto all’acqua, i laghi prealpini offrono scelte comode, dal Maggiore all’Orta, con parcheggi e servizi igienici a portata di mano.
Un pomeriggio che cambia quota
Dopo il pranzo mi piace far salire un po’ la quota, cercando il fresco dei rilievi prealpini. Dalla pianura cuneese si intuiscono già le architetture severe del Monviso e, dietro, la tessitura delle valli che salgono pulite verso i ghiacciai alpini. Spostarsi di un’ora può bastare per passare dai noccioleti ai lariceti, dalle morene dell’anfiteatro canavesano ai pascoli alti dove l’erba profuma di resina.
Per chi vuole camminare senza fretta, l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso aggiorna su sentieri e condizioni, utilissimo in Canavese e Val di Cogne, e l’Ente Aree Protette Alpi Cozie pubblica schede chiare per itinerari nelle valli Susa, Chisone e Pellice. In Ossola, tra il Monte Rosa e le valli laterali, le info ufficiali sulle riserve sono raccolte dall’Ente Aree Protette dell’Ossola, un riferimento quando la montagna diventa protagonista.
Luoghi che rendono settembre concreto
Per non disperdersi tra nomi e promesse, ecco alcuni posti dove il Piemonte autunnale, nocciole incluse, racconta se stesso con chiarezza. Sono scelte da usare come tasselli, non come lista da spuntare.
- Colline di noccioleti tra Langhe e Alta Langa, strade bianche e crinali ventilati. Eventi e percorsi aggiornati su Visit LMR. Settembre porta vendemmia e profumi di torrefazione leggera.
- Valle di Susa e Sacra di San Michele, un profilo che si riconosce da lontano, con sentieri che si affacciano sulla Dora Riparia. Info su orari e accessi al complesso abbaziale su sacradisanmichele.com.
- Lago d’Orta, rive silenziose e borghi di pietra, ideali per picnic comodi quando serve un piano B in caso di vento. Notizie utili dal Comune di Orta San Giulio.
- Parco del Po piemontese, pianure agricole, lanche e boschi golenali tra Tanaro e Sesia. Percorsi ciclabili e aree di sosta su parcopopiemontese.it.
- Val Grande e dorsali ossolane, wilderness a due passi dal Lago Maggiore, con valloni profondi e faggete in muta stagionale. Dati ufficiali su sentieri e accessi nel sito del Parco Nazionale Val Grande.
- Lago Maggiore, sponde piemontesi, microclima mite, cannucce di palude e albe chiare, informazioni turistiche su visitlagomaggiore.it.
- Novarese e Valsesia, alternanza tra risaie, colline e la dorsale che guarda al Monte Rosa, con passerelle d’acqua e cieli larghi. Aggiornamenti regionali su VisitPiemonte.
Tre aree picnic che funzionano
Quando voglio evitare l’improvvisazione scelgo aree attrezzate con servizi semplici e chiari. In Piemonte, tra colline e valli, ne segnalo tre che ho trovato affidabili in contesti diversi.
Picnic collinare, con nocciole a portata di cestino
Picnic Gourmet con Cappuccetto Verde. Accesso animali, accesso con passeggini, contesto di collina, parcheggio e una formula pensata per famiglie. Non accetta carte bancomat, quindi regolatevi prima. È il tipo di posto che abbino a una passeggiata tra noccioleti, con la certezza di trovare un appoggio ordinato.
Montagna pratica in Valle Varaita
Verzuolo area picnic Santuario Santa Cristina. Qui la montagna si fa gentile, con fontana, tavoli e panche, zona barbecue. C’è una chiesa su cui vale la sosta e un parcheggio comodo. L’aria arriva pulita dalle Alpi Cozie e in settembre i boschi iniziano a cambiare luce.
Sotto il Monte Rosa, acqua verde e legna umida di lago
Lago delle Fate Macugnaga Area Picnic Monte Rosa. Una conca fresca, servizi igienici vicini, bar ristorante nelle vicinanze, tavoli e panche, fontana. L’area è in contesto montano e lacustre con parcheggio, utile quando si vuole unire un sentiero semplice alla pausa pranzo, con gli impianti di sci che ricordano che l’inverno non è lontano.
Piccoli accorgimenti che salvano la giornata
In autunno il meteo gira in fretta, soprattutto vicino ai crinali montani. Portate uno strato caldo, telo impermeabile per l’erba umida del mattino, sacchetti per riportare a casa ogni rifiuto. In collina si cammina tra proprietà private, restate sui sentieri e salutate chi incontrate, è un codice non scritto che qui vale ancora. Tra i prodotti tipici, il tartufo bianco d’Alba fa già capolino nelle chiacchiere di bar, ma in settembre la star resta la nocciola. Chi guida apprezzerà l’idea di rimandare il Barolo o il Barbaresco alla sera, a tavola, magari con un piatto caldo di bagna cauda quando le giornate si accorciano.
Se vi muovete con bambini, scegliete dislivelli modesti e punti acqua sicuri, le fontane di area picnic sono un vantaggio. In pianura, lungo il Po e i suoi affluenti, le zanzare possono ancora farsi sentire, repellente in tasca e problema risolto. Nei laghi prealpini l’esposizione al sole cambia repentinamente tra mattina e pomeriggio, meglio valutare ombra e vento prima di stendere la tovaglia.
Un rientro senza fretta
Il rientro di fine giornata in Piemonte ha strade che sembrano fatte apposta per fissare immagini semplici, un filare di pioppi lungo la Dora Baltea, una cascina isolata nella pianura alessandrina, un ponte sul Tanaro che riprende colore al tramonto. Lascio spesso il territorio con un sacchetto di nocciole in guscio, gesto minimo che prolunga la gita oltre il portabagagli. Il resto lo fa la memoria, che in questa regione lavora per dettagli concreti.
Per altre idee e luoghi dove aprire il cestino con buon senso, qui trovate l’elenco aggiornato delle aree attrezzate regionali: Aree picnic in Piemonte, elenco e mappa.





