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Maggio in Liguria, dolci colline tra vigne, mare e sentieri

Paesaggio per picnic in Liguria - Dolci colline

La prima cosa che sento è l’odore di maggiorana scaldato dal sole, poi il fruscio dell’erba sotto gli scarponi. In basso una striscia blu, il mare, in alto i cigli dei terrazzamenti con i filari che si accendono di verde giovane. In maggio queste colline respirano piano, c’è spazio per una tovaglia stesa e per il tempo di guardare.

Colline strette fra mare e crinale

Qui la terra non si distende mai davvero, è una regione lunga e stretta che corre fra le Alpi Liguri e l’Appennino Ligure. Le percentuali dicono quasi tutta montagna e collina, e quando cammini lo capisci bene: i valloni scendono rapidi ai torrenti, i promontori si sporgono sul Mar Ligure, e lo sguardo si muove continuamente dal mare alle creste. Non ci sono grandi pianure, solo spartiacque e conche raccolte, con vigneti e uliveti aggrappati ai muretti. Sulla vetta più alta, il Monte Saccarello, il vento ha un suono più aspro, ma qui sotto in primavera l’aria è gentile e profuma di prati fioriti.

Primavera concreta, non cartolina

Maggio è stagione franca: temperature giuste, luce lunga, sagre di paese che ricompaiono nelle serate feriali. Nei borghi si sente di nuovo impastare, tra focaccia genovese appena sfornata, farinata sottile e pansotti condite con noci. Se capitate all’ora giusta, un vasetto di pesto genovese DOP nel cestino di vimini fa poca scena ma molta sostanza. Con il mare vicino, le acciughe del Mar Ligure non mancano mai, e sulle colline di Ponente un bicchiere di Rossese di Dolceacqua accompagna volentieri un panino al formaggio locale.

Sei colline per un maggio lento

Io ragiono per zone, piccoli archi di territorio da prendere senza fretta. Qui sotto metto insieme gli itinerari che tengo nel quaderno, quelli che in primavera funzionano per luce, prati e spazi di sosta. Non serve fare tutto, basta uno sguardo pulito e passo corto.

1. Il promontorio di Portofino, terrazzamenti sopra il blu

Fra Santa Margherita e Camogli, i sentieri del Parco di Portofino corrono su colline scolpite da muretti a secco. Lì dove i lecci lasciano varchi, compaiono filari e piccoli orti, e la costa si apre in finestre improvvise. In maggio i prati vicino ai casoni rurali sono morbidi e asciutti, ideali per una sosta semplice. Portate acqua, il sole picchia presto, e ricordate che gli spostamenti hanno sempre un po’ di dislivello.

2. Val Nervia e le colline del Rossese

Nel Ponente imperiese, le colline che salgono da Dolceacqua si allungano in dorso fino a sfiorare i contrafforti alpini. Non c’è bisogno di cercare pendenze estreme, basta scegliere una cresta laterale e seguire un tratturo tra i vigneti. Le terrazze qui raccontano lavoro e pazienza. In un cestino ci stanno bene pane, formaggio e quel profumo di basilico che non disturba mai. Per informazioni generali sulla regione, il portale La Mia Liguria è una bussola utile prima di mettersi in cammino.

3. Le colline del Beigua, crinale gentile fra Savona e Genova

Il Parco del Beigua è un altopiano lungo il crinale, affacciato sul mare. Primavera qui significa eriche in fiore, prati in quota e giornate limpide. Dalle frazioni sopra Varazze e Cogoleto si sale alle praterie del Beigua con pendenze regolari, e ci sono radure asciutte dove stendere la tovaglia restando lontani dalla folla delle spiagge. Il vento cambia spesso, una felpa nello zaino evita sorprese.

4. Val di Vara, prati larghi e torrenti chiari

A Levante, oltre La Spezia, le colline della Val di Vara hanno profili più dolci. In maggio i prati si riempiono di margherite e l’acqua dei torrenti invita a bagnare i piedi. Le rive del Vara e le collinette laterali offrono punti di sosta semplici. Chi volesse spingersi verso i versanti del Magra trova ondulazioni ancora più morbide e strade bianche che accompagnano senza strappi.

5. Cinque Terre, oltre le cartoline

Nei terrazzamenti che guardano il mare, il mosaico dei vigneti è noto, ma in primavera i sentieri meno battuti, quelli che collegano i santuari in quota, regalano tratti di collina vera, lontano dal rumore. Il sito del Parco Nazionale delle Cinque Terre aggiorna su percorribilità e tratti chiusi, utile prima di scegliere la traccia.

6. Alta Via dei Monti Liguri, balcone continuo

Non è solo alta montagna, anche se porta il nome. In molti tratti di Ponente l’Alta Via dei Monti Liguri corre su colline ampie, con prati che in maggio sono un invito a sedersi. Le tappe affacciate sull’Imperiese regalano prospettive larghe, spesso con il mare come quinta lontana e il Roia che incide la valle oltre confine.

Abitudini utili, cibo sincero

Porto sempre due cose: una borraccia piena e un barattolo di pesto genovese DOP, che in collina risolve un pranzo. Taglio una focaccia genovese in cubi, qualche pezzo finisce puro, qualche altro si spalma. A volte una porzione di farinata arriva tiepida dal forno del paese, e nei giorni fortunati un pacchetto di pansotti da sbollentare la sera chiude il giro come si deve. In Ponente, il Rossese di Dolceacqua è un compagno leggero, ma in cammino meglio non esagerare. Ricordatevi di riportare a valle i rifiuti, compresi i mozziconi, e di non muovere sassi nei vigneti, i muretti lavorano in silenzio e non sono scenografia.

Aree picnic integrate nel paesaggio

Non sempre serve inventarsi un posto a caso. In Liguria esistono aree picnic che si inseriscono nelle colline senza forzature, con servizi semplici e un ritmo campagnolo. Tre indirizzi che negli anni ho trovato affidabili, soprattutto in primavera quando l’erba tiene e l’aria è pulita.

Tre aree picnic da non perdere

  • Parco Asinolla, passeggiate con asini e cavalli: colline morbide, famiglia e bambini ben accolti. Area picnic con tavoli e panche, zona barbecue e griglie in dotazione, fontana, servizi igienici, parcheggio. Accesso animali, accesso con passeggini e disabili, fattoria didattica e un bar ristorante per chi preferisce il tavolo apparecchiato. Ingresso a pagamento, ma i servizi fanno la differenza.
  • Azienda agricola Pilan ed Apicoltura Cereseto, Genova: nel segno della collina, contesto agricolo e ritmo lento. Qui si viene per respirare l’odore della terra e accordarsi ai tempi dell’apiario, con la possibilità di una sosta semplice in ambiente rurale.
  • Curlo di Arenzano, area attrezzata: balcone naturale sopra il Golfo, comodo per una pausa fra una camminata e l’altra. Area attrezzata con parcheggio, perfetta in maggio quando le giornate sono limpide e il vento è più mite.

Genova, Imperia, La Spezia, Savona, un filo di colline

Le quattro province tengono insieme scenari diversi ma coerenti. Nell’Imperiese, tra il Nervia e il Roia, le colline guardano ai contrafforti alpini e profumano di erbe aride. Nel Savonese, i dossi tra il mare e il Beigua hanno pascoli in quota che la primavera colora piano. Il Genovesato alterna vallate strette e terrazzi assolati, con salite brevi e secche, e discese che si infilano in gole fresche. A Levante, verso La Spezia, il sistema del Magra e del Vara disegna una campagna più distesa, con tornanti dolci e fiumare chiare. Nei giorni di mare grosso il suono arriva fin quassù, e la sera scende in fretta, ma a maggio il bilanciamento è favorevole.

Indicazioni sobrie prima di partire

Meglio scarpe chiuse e suola che tenga, perché i sentieri liguri cambiano spesso pendenza e fondo. Cappello e crema, anche se la giornata pare fresca. Consultate i siti ufficiali quando vi muovete in aree protette, come il Parco di Portofino, il Beigua o le Cinque Terre. Se l’idea è un trekking più continuo di crinale, il portale dell’Alta Via dei Monti Liguri aiuta a organizzare le tappe con criterio.

Una chiusura senza fretta

Resto qualche minuto in silenzio, sul bordo di un prato che guarda a sud. Le cicale sono in anticipo, l’odore del basilico si mescola a quello della salsedine. In Liguria la collina non è un cuscino, è un invito a rallentare senza smettere di camminare. Se vi va di scegliere altri tavoli all’ombra, qui trovate mappa e riferimenti aggiornati: aree picnic in Liguria.

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