Fruscio di ulivi, un soffio teso che scende di traverso, porta pizzichi di sale sulle labbra. Il legno delle panchine è freddo, asciutto al tatto; le dita odorano di rosmarino. Sotto i passi, ghiaia chiara e aghi di pino scricchiolano; in alto, gabbiani urlano, la loro ombra scivola su pietre calde di sole rapido. Da un forno vicino esce un profumo di focaccia unta e farinata appena sfornata; tra vicoli stretti filtra l’odore dolce del basilico. Il vento, simile a una bora testarda, fischia negli orecchi e pulisce l’aria: respiri profondi, il naso pizzica, la pelle si tende. Sapore di limoni e di mare, un colpo d’aria alle spalle, poi quiete: solo il ronzio lontano di un motorino, due colpi di remi, il clangore secco di un moschettone. Lo zaino preme contro le scapole, il berretto tira sulla fronte. Ci guardiamo e sorridiamo: oggi si cammina, e si mangia all’aperto.
Marzo, vento in faccia e voglia di sentieri
In Liguria il calendario della primavera comincia con giornate terse, quando il vento da nordest ricorda la bora di Trieste e lucida coste e colline. La regione, lunga e stretta, ci costringe a scegliere traiettorie: il mare a sinistra, l’Appennino Ligure e le Alpi Liguri subito alle spalle. Tra Genova, Imperia, La Spezia e Savona, i crinali stringono i paesi e aprono scenari repentini: un tornante e si vede il blu, un altro e compaiono castagneti, piccoli laghi montani e dorsali che spingono lontano lo sguardo, fino al Monte Saccarello. I fiumi sono rapidi e brevi: Magra e Vara ci accompagnano verso oriente, il Roia ci porta alle porte della montagna aperta, dove il vento canta più forte.
Levante: scogliere e gradoni di vigna
Quando il mare è nervoso e scintilla, i sentieri del Levante ci accolgono con scalette, muretti e profumo di limoni. Sul Promontorio di Portofino, tra il Golfo Paradiso e il Tigullio, camminiamo sotto lecci e corbezzoli fin dove la roccia sfiorata dagli spruzzi suggerisce soste asciutte. Più a est, tra le Cinque Terre e la Val di Magra, alterniamo scalinate di pietra e mulattiere nel bosco: i terrazzamenti digradano, il vento spiana le onde, il passo trova ritmo. In una rientranza riparata, un picnic Liguria ha il colore dell’olio buono e del basilico DOP: focaccia appena aperta, pomodori e un vasetto di pesto genovese che profuma di mortaio. Quando l’aria si fa tagliente, ci stringiamo nelle giacche e guardiamo i tralicci dei vigneti tremare leggeri.
Ponente e entroterra: crinali, castagneti e borghi di pietra
Verso Savona la costa si allarga, poi le valli si incuneano subito nell’interno. Salendo dall’arenile in poche curve, siamo già tra castagni e prati della Val Bormida; più in su, sull’Alta Via dei Monti Liguri, il vento corre libero lungo i pascoli e, nelle giornate chiare di marzo, regala profili netti delle Alpi innevate. Tra Imperia e il confine, i pendii verso il Roia raccontano un’altra Liguria, vicina ai colli di brigasca memoria. Lì, quando il cielo cambia, un refolo teso ci sferza e profuma di neve lontana. In certe conche tranquille emergono specchi d’acqua, i piccoli laghi montani e i bacini come quelli del Gorzente più a nord, che d’estate invogliano soste lunghe; adesso, invece, l’aria fresca tiene vivi i muscoli e ci spinge a cercare un tavolo al sole.
Dove Fare Picnic: Acquafredda area picnic e barbecue Millesimo, Savona
Tra i castagneti della Val Bormida, vicino a Millesimo, troviamo uno dei luoghi ideali per una sosta all’aperto: l’Acquafredda area picnic e barbecue Millesimo, Savona. L’area offre accesso animali, accesso disabili, area sosta camper; è pensata per famiglia e bambini, con fontana o fontanile, parco giochi bambini, servizi igienici vicini, tavoli e panche e una ben organizzata zona barbecue. Ci piace perché coniuga quiete, verde e praticità: il vento di marzo qui arriva smorzato dalle piante e il sole pomeridiano scalda i tavoloni. Per dettagli aggiornati, orari e indicazioni, c’è la scheda ufficiale: Acquafredda area picnic e barbecue Millesimo, Savona. Meglio arrivare tra fine marzo e giugno, o a settembre: accessibilità comoda, barbecue da usare con attenzione alle eventuali ordinanze, cani al guinzaglio.
Sapori che segnano la marcia
Camminare qui ha sempre un’ombra di cucina. Nel ponente, una bottiglia di Rossese di Dolceacqua resta leggera nello zaino e sa di erbe di macchia; con acciughe del Mar Ligure sott’olio e pane, il pranzo è fatto. Nel levante, i pansotti in salsa di noci aspettano la sera, ma a mezzogiorno bastano focaccia genovese e farinata tiepida riparati dietro un muretto. Il pesto genovese DOP, portato in un barattolo, trasforma pane e pomodori in una festa semplice. E, quando il vento rinfresca le orecchie, il tè caldo nel thermos profuma di limone e rimette in moto le dita.
Una regione lunga da percorrere piano
Siamo partiti inseguendo il suono del vento e abbiamo trovato itinerari che scorrono tra scogliere e dorsali, torrentelli che scendono veloci e borghi di pietra stretti tra mare e monti. In Liguria, marzo invita a muoversi: pochi chilometri bastano per cambiare paesaggio e idea di sosta. Per chi vuole pianificare nuove aree dove stendere una tovaglia e ascoltare i rumori del bosco o del mare, la mappa aggiornata è qui: areepicnic.it. Noi ci torneremo presto: zaini leggeri, vento in faccia, un panino che profuma di basilico e quell’istante di silenzio che rende intenso ogni picnic Liguria.





