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Lazio all’aperto, tra laghi vulcanici, boschi e picnic

Area picnic TRIALART area picnic e barbecue vicino al Lago di Vico Viterbo in Lazio

Ho ancora nelle scarpe la polvere scura dei sentieri dei Cimini. Stamattina il bosco sapeva di resina e terra umida, qualcuno davanti a me rideva piano per non spaventare un picchio, e sotto i castagni si intravedevano piazzole d’erba perfette per stendere una coperta. Se cerchi una giornata semplice, fatta di camminate brevi e un panino all’ombra, questo pezzo di Lazio tiene insieme molte possibilità senza chiedere troppi chilometri.

Il Lazio è una regione che non si capisce in fretta. Colline per più della metà, montagne vere quando scali verso i Simbruini o i Lepini, pianure che guardano il Tirreno. In mezzo scorre il Tevere, con l’Aniene a portare fresco verso l’entroterra. Ma se la misura è la gita di prossimità, allora sono i laghi vulcanici a dettare i tempi, e i boschi di quercia e faggio a darti l’ombra giusta per un picnic senza affanni.

Laghi vulcanici e cerchi d’acqua perfetti per la sosta

Sulla mappa metto tre puntini. Il primo è il Lago di Vico, incassato tra i Cimini, con una riserva naturale che custodisce paludi, faggete e spiaggette di sabbia scura. Il secondo è il Lago di Bracciano, tutelato dal Parco naturale di Bracciano e Martignano, dove il vento alza onde piccole e i sentieri costeggiano canneti e uliveti. Il terzo è il bacino gemello dei Castelli Romani, Albano e Nemi, due ciotole d’acqua sotto i Colli Albani che fanno il paesaggio del fine settimana romano, tra panini con porchetta e salite brevi ma oneste sul bordo del cratere.

In estate porto nell’involucro di cera il pecorino romano e un paio di pomodori, in tasca qualche spicciolo per un caffè al bar del paese. Se arrivi presto, il lago è specchio fermo, i pescatori sistemano le lenze, gli aironi giocano con i riflessi. A luglio, nelle ore basse del giorno, capita di scorgere impronte fresche lungo i margini del bosco, e non è raro sentire chi ha visto un tasso attraversare rapido il sentiero. Serve pazienza, si muovono tra crepuscolo e notte, ma il Lazio dei boschi premia chi cammina piano e parla poco.

Monti, ombra e passi leggeri

Quando il caldo spinge verso l’alto, i Simbruini offrono faggete e acqua fredda. Il Parco dei Monti Simbruini è un classico per famiglie che vogliono sentieri larghi, aree di sosta e prati dove tirare un frisbee. Dall’altra parte, tra i Lepini e gli Ausoni, le colline diventano terrazze sul mare, e scendendo verso sud il Parco nazionale del Circeo alterna dune, laghi costieri e sughere. Qui il picnic è spesso a due tempi, una camminata tra le dune al mattino e una sosta all’ombra dei lecci nelle ore centrali, con il vento che asciuga il sudore e tiene a bada le zanzare.

Nei fine settimana evito le ore di punta e scelgo angoli laterali. Nei Castelli Romani, per esempio, preferisco i margini meno battuti sopra Nemi, dove il bosco profuma di fragoline e i tavoli in legno arrivano all’improvviso dietro una curva. Il trucco, se di trucco si può parlare, è assecondare la geografia, cercare gli ingressi dei parchi che non danno direttamente sulla strada principale, e avere sempre con sé una sacca leggera con acqua, coltellino e una busta per i rifiuti.

Dove fare picnic: TRIALART area picnic e barbecue vicino al Lago di Vico Viterbo

Tra le opzioni organizzate della Tuscia, segnalo con convinzione la TRIALART area picnic e barbecue vicino al Lago di Vico Viterbo, a Capranica, in posizione collinare tra i boschi dei Cimini e il mondo contadino della valle. Qui trovi un’area attrezzata pensata per famiglie e gruppi, con servizi utili quando vuoi stare all’aperto ma senza complicazioni.

  • Servizi: accesso animali, accesso con passeggini, accesso disabili, bar ristorante, carte bancomat, collina, famiglia e bambini, fontana o fontanile, griglia in dotazione, ingresso a pagamento, mostra artigianato, parcheggio, servizi igienici, tavoli e panche, tavoli e panche pagamento, via francigena o cammini, zona barbecue.

Quello che la rende interessante, al di là dell’elenco, è la praticità. Tavoli e panche all’ombra riducono lo sbattimento di chi viaggia con bimbi o nonni, la griglia in dotazione evita di portarsi attrezzatura, il parcheggio vicino limita i viaggi avanti e indietro. La presenza di una fontana, i servizi igienici e un bar ristorante rendono la giornata più fluida, e l’apertura verso animali e passeggini la rende inclusiva. Un dettaglio non secondario, la vicinanza ai percorsi della Via Francigena invita a ritagliarsi una piccola camminata prima o dopo il pranzo, per meritarsi il caffè e guardare il profilo del Lago di Vico da lontano.

Consigli pratici: prenota in anticipo nei weekend, soprattutto in estate, e porta una torcia piccola se pensi di fermarti fino al tramonto. Le serate limpide regalano cieli scuri e, con un po’ di fortuna e rispetto dei silenzi, la fauna del bosco si fa sentire. Per preparare una tappa a tema cammini, dai uno sguardo alle tracce della Via Francigena nel tratto della Tuscia.

Stagioni, prodotti e piccoli riti

Il Lazio cambia col calendario. In primavera i castagneti dei Cimini chiamano passeggiate lunghe e leggere, l’erba è alta e i tavoli più ambiti si prendono all’ora di pranzo. A luglio e agosto, meglio muoversi presto, cercare bosco e quota, e ricordarsi che il lessema picnic non è sinonimo di abbandono, qui il vento può fare da complice e portare via carte e briciole, quindi meglio pesare gli imballi e ridurli al minimo. Verso l’autunno arrivano le castagne e le zucche, e un panino con porchetta di Ariccia, un pezzo di pecorino romano DOP e qualche fico riassumono una trattoria tascabile degna di un’osteria. D’inverno si sceglie il sole, magari un ciglio riparato sopra Bracciano, con una zuppa calda nel termos, mentre gli svassi pescano a centro lago.

Itinerari brevi per riempire la giornata

Se arrivi nella Tuscia, prova a ritagliare un’ora per camminare sugli antichi percorsi tra Capranica e Sutri, dove i tagli nel tufo guidano come navate all’aria aperta. Sui Castelli, una circumambulazione parziale del bordo di Albano regala vedute e ombra alternata, con sosta d’obbligo tra i lecci sopra Nemi. A sud, tra Sabaudia e la macchia del Circeo, c’è un’educazione alla linea retta, dune e pini che insegnano a respirare piano prima di una sosta in pineta.

Non serve molto altro. Una coperta, acqua a sufficienza, rispetto dei luoghi e delle persone. Il Lazio, con la sua geografia di colline, montagne e pianure costiere, offre ogni settimana un pretesto diverso per fermarsi a un tavolo di legno o su un prato. Quando capita, scrivimi dove sei finito. Magari ci vediamo sotto un faggio, con il frinire di fondo e un pezzo di pane appena tagliato.

Per altre idee e per scegliere su mappa, qui trovi l’elenco e la mappa delle aree picnic in Italia.

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